Signorie cittadine nell’Italia comunale

Signorie cittadine nell’Italia comunale

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Tra il XIII e il XV secolo, la maggior parte delle città dell’Italia comunale sperimenta, per periodi più o meno lunghi, forme di governo autoritarie o comunque segnate dalla leadership di una forte personalità o di una potente famiglia. Alcune di queste esperienze si allontanano gradualmente dal sistema comunale e finiscono per partorire una forma di potere del tutto nuova, quella della signoria cittadina. Altre, pur conservando interi pezzi del sistema comunale, portano all’adozione di nuove tecniche di governo e cambiano progressivamente le regole della partecipazione alla vita politica.L’Italia comunale degli ultimi secoli del Medioevo si presenta dunque come uno straordinario laboratorio di esperienze politiche, esaminate in questo volume partendo da tre diverse angolature. Si è cercato con la prima di offrire una mappatura più completa possibile della diffusione di queste esperienze nell’Italia centro-settentrionale, con la seconda di ricostruire il profilo delle diverse categorie di signori, con la terza di osservare l’adeguamento dell’apparato comunale alle esigenze dei nuovi sistemi di governo.Alle vecchie tesi di un’Italia divisa in due dall’opposizione tra comuni e signorie e di una signoria nata dalla crisi del comune, il volume intende opporre l’immagine di una Italia tardo-medievale plurale e in costante effervescenza politica.

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Sull'autore

Jean-Claude Maire Vigueur

Jean-Claude Maire Vigueur insegna Storia medievale all’Università di Roma Tre. Dopo ricerche di storia economico- sociale, si è specializzato nello studio dei sistemi politici in competizione nell’Italia degli ultimi secoli del Medioevo. È stato curatore dei due volumi su I podestà dell’Italia comunale (2000). Tra le sue pubblicazioni: Cavalieri e cittadini (2004); Il sistema politico dei comuni italiani (in collaborazione con E. Faini); L’altra Roma (2011).

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