«Quegli strani accadimenti» La rivolta palermitana del 1773

«Quegli strani accadimenti»

La rivolta palermitana del 1773

Anteprima
Nel settembre del 1773, a Palermo, scoppia una rivolta. Iniziata come una manifestazione di pietà popolare promossa dalle corporazioni cittadine per impetrare la guarigione del neo pretore della città, ben presto si trasforma in violenta protesta contro il governo del viceré Fogliani. Una rivolta le cui fasi acute durano solo qualche giorno, ma che nei fatti consegna per un anno la città al controllo delle maestranze e che rafforza una parte importante della grande nobiltà del regno; una rivolta che suscita dubbi e discussioni per il suo carattere “anomalo”, che non consente di relegarla tra i tanti scoppi di rabbia popolare. La ricostruzione e l’esame di questi «strani accadimenti», servono ad analizzare gli elementi tirati in gioco dalla rivolta: le corporazioni, il sistema annonario, le istituzioni palermitane, il governo della città, la nobiltà che ne era classe dirigente; così come le grandi questioni insolute che su quei giorni proiettavano la loro lunga ombra: la cacciata dei gesuiti, la forza del giansenismo siciliano, la penetrazione della massoneria. Tutte questioni la cui portata viene valutata sia nel contesto palermitano sia all’interno di un quadro di riferimento assai più ampio: la Giunta di Sicilia e i siciliani che la dirigevano, Napoli e la sua corte e la Madrid di Carlo III.

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Sull'autore

Simona Laudani

Simona Laudani insegna Storia Moderna alla Facoltà di Lingue e Letterature straniere dell’Università di Catania. Si è occupata, tra l’altro, dei problemi economici, sociali e politici legati alla produzione e alle manifatture della seta siciliana, delle questioni relative alle corporazioni in età moderna, dei temi legati al lavoro delle donne in ancien régime, dei sistemi di approvvigionamento e redistribuzione dell’annona palermitana. Tra le sue numerose pubblicazioni: Dai mangani alle filande (1991), La Sicilia della seta (1996), Un ministro napoletano a Londra. Domenico Caracciolo e le sue “Memorie” (2000).

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