«Per lasciare di me qualche fama» Vita e viaggi di Amerigo Vespucci

«Per lasciare di me qualche fama»

Vita e viaggi di Amerigo Vespucci

Anteprima

Nell’affresco della storia della conoscenza del mondo, Amerigo Vespucci è uno dei personaggi di primo piano, ma anche una delle figure più discusse. Da quando, nell’aprile del 1507, alcuni eruditi proposero di dare il suo nome alle terre scoperte da Colombo, è stato descritto dagli apologeti come un eroe solitario senza macchia, e dai detrattori come una spia della Spagna, un mercante avido, un millantatore privo di scrupoli.

Sappiamo oggi che non fu nulla di ciò, né un condottiero, né un navigatore. Figlio della cultura umanistica fiorentina, viaggiò con spagnoli e portoghesi senza mai assumere ruoli di comando. E tuttavia fu tra i primi a rendersi conto dell’estensione dell’America Meridionale e il primo a farla conoscere in Europa, divulgando tra un vasto pubblico le caratteristiche del “Nuovo Mondo”: una natura selvaggia e incontaminata, popolata da animali e genti strane, fatta di contrasti, opulenta, seducente. L’immaginario collettivo costruì proprio sulle sue descrizioni le prime visioni dell’America e la cultura europea ne restò affascinata.

Il libro ripercorre sulla base delle più recenti indagini storiche e di tutta la documentazione disponibile la vita di Vespucci, dalla giovinezza a Firenze ai viaggi transatlantici, fino agli anni della maturità a Siviglia e alla morte, chiarendo anche – una volta per tutte – i suoi rapporti con Colombo e il ruolo che ebbe in quel momento cruciale della storia che fu l’epoca delle grandi esplorazioni geografiche.

Dettagli libro

Sull'autore

Ilaria Luzzana Caraci

Ilaria Luzzana Caraci insegna Storia della Geografia e delle Esplorazioni geografiche presso l’Università Roma Tre. I suoi interessi scientifici si sono concentrati sulle discipline storico-geografiche, soprattutto su due filoni di ricerca: la storia della geografia e la storia delle esplorazioni, con particolare riguardo al contributo italiano nel periodo delle grandi esplorazioni gegrafiche. Si è occupata in modo sistematico anche di didattica universitaria con diversi saggi e organizzando e coordinando gruppi di lavoro. Ha fondato e diretto il Centro Italiano per gli Studi Storico-Geografici, la European Society for the Studies on Geographical Explorations and Discoveries e il periodico «Geostorie».

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