Pavia città regia Storia e memoria di una capitale altomedievale

Pavia città regia

Storia e memoria di una capitale altomedievale

Anteprima
Pavia nel VI secolo diviene capitale del regno longobardo, che poi sarà chiamato regno italico, mantenendo tale ruolo sino all’inizio dell’XI secolo attraverso l’età longobarda, carolingia e ottoniana. Le prerogative della capitale e la residenza dei sovrani caratterizzano profondamente le vicende urbanistiche, ecclesiastiche e culturali di Pavia nell’alto medioevo, costituendo in tal modo il nucleo dei privilegi della città nel basso medioevo. In età comunale la memoria della capitale longobarda riaffiora nel plurisecolare confronto ideologico e militare con Milano, come dimostrano le fonti narrative pavesi e le vicende dell’età del Barbarossa, che trova in Pavia la base operativa delle sue campagne militari e un fedele alleato. La conquista viscontea del 1359 dà vita a un nuovo revival dei fasti dell’antica capitale: i Visconti, che si dichiarano legittimi discendenti ed eredi dei re longobardi, promuovono a Pavia un vasto rinnovamente edilizio e culturale imperniato sulle prerogative della capitale altomedievale. Principale testimonianza del “sogno regio” dei Visconti è rappresentato dal Codice Dal Verme, assemblato nel castello pavese dall’entourage culturale di Gian Galeazzo e costituito da cronache, cataloghi e altre testimonianze del recupero della memoria della capitale altomedievale, tra cui le celeberrime Honorantie civitatis Papie.

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