Nelle vesti di Clio L’uso politico della storia nella Rivoluzione francese (1787-1799)

Nelle vesti di Clio

L’uso politico della storia nella Rivoluzione francese (1787-1799)

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La Rivoluzione francese è diventata tale anche perché è stata pensata in analogia o per contrasto con le rivoluzioni del passato e, più in generale, con tutti quegli avvenimenti storici usati dai protagonisti per interpretarla e prevederne le evoluzioni. In questo volume, per la prima volta, si affronta il tema dell’uso politico della storia nella Grande Rivoluzione in modo sistematico, dalla convocazione dell’Assemblea dei Notabili (1787) al colpo di Stato di Napoleone Bonaparte (1799). L’autore propone un testo dal ritmo incalzante, basato su un corpus sterminato di fonti che, oltre all’intero dibattito parlamentare, comprende anche la pubblicistica a tema storico (libri e pamphlets) e le rappresentazioni artistiche, simboliche e teatrali. In questo “racconto” avvincente di aspetti poco noti della Rivoluzione francese, troviamo gli attori principali della scena alle prese con un’intensa esperienza temporale, simile a quelle cui ci hanno abituato le trame di certi romanzi e di alcune delle più recenti serie televisive americane, in cui le memorie del passato e le anticipazioni del futuro convergono sul presente producendo esiti spesso inattesi.

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Sull'autore

Daniele Di Bartolomeo

Daniele Di Bartolomeo, dottore di ricerca in Storia e teoria delle costituzioni moderne e contemporanee, attualmente è borsista della Fondation Maison des sciences de l’homme di Parigi, nell’ambito del programma «Fernand Braudel - International Fellowships for Experienced Researchers» (Marie Curie Action - COFUND). In tale veste svolge la sua attività di ricerca nel Centre Norbert Elias dell’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Marsiglia. È autore di diversi saggi sulla Rivoluzione francese e sull’uso politico della storia. Questo è il suo primo libro.

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