L’ultima battaglia dei Templari Dal codice ombra d’obbedienza militare alla costruzione del processo per eresia

L’ultima battaglia dei Templari

Dal codice ombra d’obbedienza militare alla costruzione del processo per eresia

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All’alba del 13 ottobre 1307 i soldati di Filippo il Bello arrestarono improvvisamente e contro la volontà del papa tutti i Templari di Francia: fu l’inizio di un lungo processo che portò allo scioglimento dell’ordine. I frati guerrieri del Tempio erano anche potenti banchieri ed abili diplomatici: come poté il sovrano francese distruggere il più prestigioso ordine monastico-militare del Medioevo?

Le sistematiche ricerche condotte sulle fonti processuali hanno portato alla luce risvolti inediti di quella che resta ancora una fra le vicende più oscure della storia dell’Occidente: il Tempio cadde anzitutto per un attacco partito dal suo interno, ad opera di potenti gerarchi che vennero adescati dal re di Francia Filippo il Bello e convinti a tradire il Gran Maestro. Un rituale d’iniziazione militare che si era infiltrato fra le tradizioni dell’ordine venne stravolto e sfruttato dal giurista regio Guillaume de Nogaret per costruire l’accusa d’eresia. Il pontefice Clemente V comprese che i Templari non erano dissidenti in materia di fede e fece il possibile per salvare l’ordine, ma il vero intento del sovrano francese era in realtà quello di destabilizzare la Chiesa di Roma e fu necessario sacrificare l’ordine del Tempio per evitare uno scisma.

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Sull'autore

Barbara Frale

Barbara Frale (Viterbo, 1970), ha conseguito il dottorato in Storia della società europea presso l’università “Ca’ Foscari” di Venezia sviluppando ricerche sul processo ai Templari. Lavora presso la Scuola Vaticana di Paleografia, Diplomatica e Archivistica dove tiene seminari di “Storia del Papato e della Curia”. Per la Viella ha pubblicato anche L’ultima battaglia dei Templari. Dal codice ombra d’obbedienza militare alla costruzione del processo per eresia.

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