Gli abitanti del ghetto di Roma La Descriptio Hebreorum del 1733

Gli abitanti del ghetto di Roma

La Descriptio Hebreorum del 1733

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La Descriptio Hebreorum presentata in queste pagine è un documento di valore eccezionale per la storia della comunità ebraica romana: costituisce infatti l’unico “censimento” della popolazione ebraica residente nel ghetto di Roma fino a oggi conosciuto per il periodo che va dal 1555 (data della creazione del «claustro degli ebrei») al 1796 (anno a cui risalgono gli elenchi degli appartenenti alle singole Scole, che forniscono una cifra complessiva di 3.617 individui). Voluta dalle autorità pontificie per motivi fiscali e “scoperta” grazie all’incrocio tra i documenti conservati nell’Archivio Storico della Comunità Ebraica di Roma e nell’Archivio di Stato di Roma, la rilevazione venne effettuata tra il 27 luglio e il 17 agosto 1733. Compiuta strada per strada, casa per casa, essa numera e descrive tutte le famiglie e le persone di entrambi i sessi e di ogni età (per un totale di 4.059 individui e 892 nuclei familiari) che nell’estate del 1733 risiedevano nel ghetto di Roma. Si tratta di un documento di estremo rilievo anche per una valutazione complessiva della popolazione romana, all’interno della quale gli ebrei rappresentavano una presenza costante a partire dal II secolo a.C., ma che erano esclusi per motivi religiosi da quella fonte preziosa per lo studio della popolazione di età moderna costituita, per i cristiani, dai libri parrocchiali e in particolare dagli «stati delle anime», diffusamente redatti a partire dalla metà del XVII secolo. I saggi presenti nel volume illustrano il contesto in cui questo documento ha avuto origine, contribuendo a delineare il quadro complesso e talora drammatico della vita degli abitanti del ghetto di Roma nel Settecento.

Contributi di: Michaël Gasperoni, Angela Groppi, Raffaele Pittella, Giancarlo Spizzichino, Kenneth Stow.

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Sull'autore

Angela Groppi

Angela Groppi insegna Storia moderna alla Sapienza-Università di Roma. Si è occupata di storia della Rivoluzione francese, di storia del lavoro e di storia dell’assistenza, con particolare attenzione alle dinamiche di genere. Attualmente lavora sulla malinconia e sulle reti micropolitiche in età barocca. Tra le sue pubblicazioni: I conservatori della virtù. Donne recluse nella Roma dei papi (Laterza, 1994); ha curato il volume Il lavoro delle donne della Storia delle donne in Italia (Laterza, 1996).

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