Cultura geografica e cartografia in Italia alla fine del Cinquecento Il Trattato universale di Urbano Monte

Cultura geografica e cartografia in Italia alla fine del Cinquecento

Il Trattato universale di Urbano Monte

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Tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento la cultura europea venne rivoluzionata dai nuovi saperi e dalle scoperte geografiche compiute oltre i limiti del mondo conosciuto nell’antichità. In poco più di un secolo si dischiusero agli occidentali orizzonti ignoti e inesplorati che dovettero essere inseriti in un’immagine della Terra fino ad allora sostanzialmente limitata all’ecumene tolemaica. La geografia e la cartografia del Cinquecento testimoniano le ipotesi avanzate dagli uomini del tempo sulla forma e le dimensioni del pianeta che i viaggi e le relazioni odeporiche svelavano alla curiosità europea. Alla luce di questo delicato e interessantissimo travaglio culturale, quale poteva essere l’immagine della Terra di un uomo italiano di media cultura alla fine del secolo? Il nobile milanese Urbano Monte, incantato da un breve incontro con alcuni ambasciatori giapponesi giunti in visita in Europa, decise di realizzare un aggiornato compendio geocartografico arricchito da tavole originali che permette di cogliere il difficile processo di costruzione di questa nuova rappresentazione del mondo. La straordinarietà dell’opera analizzata in questo libro consiste nell’essere una mirabile testimonianza da un lato della persistente forza della cultura classica, per quanto riguarda il Vecchio Mondo; dall’altro, dell’applicazione dei nuovi saperi costruiti grazie ai viaggi e alle scoperte geografiche più recenti, nella descrizione dei Nuovi Mondi.

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Sull'autore

Annalisa D’Ascenzo

Annalisa D’Ascenzo insegna Storia della geografia e delle esplorazioni presso l’Università Roma Tre. Collabora attivamente alle attività del Centro Italiano per gli Studi Storico-Geografici e alla rivista «Geostorie».

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